bonus mamme assunzioni 2026: svolta per aziende

bonus mamme assunzioni 2026

Dal 1° gennaio 2026 il bonus mamme assunzioni 2026 rende agevolabili le assunzioni di donne con almeno 3 figli minorenni e senza impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi: per i datori privati lo sconto può arrivare a 8.000 euro l’anno.

La novità non è un pagamento diretto alla madre lavoratrice. È un taglio dei contributi per chi assume. Il vantaggio, quindi, entra nel portafoglio della famiglia in modo indiretto: aumenta la convenienza per l’azienda ad assumere una donna che rispetta i requisiti. Accanto a questa misura, l’INPS ha reso operative anche le domande per l’incentivo alla stabilizzazione dei giovani under 35, con sconto fino a 500 euro al mese per ogni contratto trasformato a tempo indeterminato.

Chi può essere assunto con lo sconto per madri con 3 figli

Il bonus mamme assunzioni 2026 riguarda i datori di lavoro privati che assumono donne madri con almeno 3 figli di età inferiore a 18 anni. La lavoratrice deve essere priva di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.

Tradotto: non basta essere madre di tre figli. Serve anche che la situazione lavorativa rientri nella soglia indicata. Il controllo su questo punto è decisivo, perché l’esonero viene riconosciuto al datore solo se i requisiti sono presenti.

Lo sconto è pari al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro. Restano fuori i premi e contributi INAIL, che quindi continuano a essere dovuti. Il tetto massimo è 8.000 euro annui, riparametrati e applicati su base mensile. Questo significa che non tutti avranno automaticamente uno sconto pieno da 8.000 euro: l’importo effettivo dipende dai contributi dovuti e dal periodo coperto.

Domanda INPS: il modulo da usare per il bonus mamme

L’INPS, con la circolare n. 82 del 29 luglio 2026, ha reso operativo il bonus mamme assunzioni 2026. La richiesta deve essere inviata online dal datore di lavoro tramite il modulo ELM3 nel Portale delle Agevolazioni INPS.

Per la lavoratrice non si tratta, quindi, di presentare una domanda per ricevere soldi sul conto. Il passaggio concreto è verificare di avere i requisiti e comunicarli correttamente al datore o al consulente che segue l’assunzione. Per chi deve orientarsi tra servizi online, credenziali e area personale, può essere utile la Guida pratica INPS.

La misura vale per assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2026. Non sono indicati nel dossier ulteriori termini finali per le assunzioni agevolabili: se servono certezze su un caso specifico, va controllata la posizione nel cassetto previdenziale o con chi gestisce le paghe.

Under 35: quando la trasformazione costa meno all’azienda

La seconda misura riguarda i giovani con meno di 35 anni. L’incentivo non premia una nuova assunzione a tempo indeterminato e non vale per una semplice assunzione a termine. Serve una trasformazione: un contratto a termine deve diventare a tempo indeterminato.

La finestra è stretta: sono agevolabili le trasformazioni effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026. Il rapporto a termine deve essere stato avviato entro il 30 aprile 2026, avere una durata complessiva non superiore a 12 mesi ed essere trasformato senza interruzioni tra il vecchio e il nuovo contratto.

Il giovane, alla data della trasformazione, non deve aver compiuto 35 anni e non deve essere mai stato occupato a tempo indeterminato. Le qualifiche considerate sono operaio, impiegato o quadro.

Per questa misura l’INPS aveva dato le prime indicazioni con la circolare n. 72 del 3 luglio 2026. Le istruzioni per le domande sono arrivate con il messaggio n. 2518 del 29 luglio 2026.

Quanto vale davvero lo sconto under 35

Anche per l’incentivo under 35 lo sgravio è pari al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL. La durata massima è 24 mesi.

Il limite è di 500 euro al mese per ciascun lavoratore. Anche qui il “fino a” va letto con attenzione: se i contributi dovuti sono inferiori al tetto, lo sconto si ferma a quanto effettivamente dovuto. Se il contratto è part-time, l’importo viene ridotto in proporzione all’orario.

Sono esclusi dall’incentivo, secondo le indicazioni INPS disponibili, il lavoro domestico, l’apprendistato e i dirigenti. Il dossier segnala anche esclusioni ricostruite da fonti di settore per Pubblica amministrazione e lavoro intermittente o a chiamata; su questi casi è prudente verificare prima di programmare la trasformazione.

Per famiglie e lavoratori: cosa cambia nel concreto

Questi due esoneri non sono bonus accreditati direttamente sul conto corrente. Per una madre con 3 figli minorenni, il bonus mamme assunzioni 2026 può però diventare un elemento da far presente durante un colloquio o una trattativa di assunzione: se il datore risparmia contributi, l’assunzione può essere più sostenibile.

Per un giovane con contratto a termine, l’incentivo under 35 può pesare nella scelta aziendale di trasformare il rapporto. Il beneficio economico va al datore, ma l’effetto per il lavoratore è la possibile stabilità di un contratto a tempo indeterminato.

Chi non rientra nei requisiti non deve aspettarsi pagamenti o rimborsi. Chi invece rientra deve controllare subito date, tipo di contratto e storia lavorativa: sono questi i dettagli che fanno la differenza tra domanda accolta e domanda non utilizzabile.

Cosa fare adesso

  • Se sei madre di almeno 3 figli minorenni, verifica se risulti senza impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.
  • Se un datore privato ti sta assumendo, segnala che esiste il modulo ELM3 nel Portale delle Agevolazioni INPS.
  • Se sei under 35 con contratto a termine, controlla che il rapporto sia stato avviato entro il 30 aprile 2026.
  • Per la stabilizzazione under 35, verifica che la trasformazione avvenga tra 1° agosto e 31 dicembre 2026 senza pausa tra i contratti.
  • Prima di firmare o trasformare un contratto, fai controllare esclusioni e requisiti da chi gestisce paghe o consulenza del lavoro.

Fonti