720 euro nel 2026 al posto di 480 euro nel 2025: è questo, sulla carta, il nuovo valore del Bonus Mamme previsto dalla Legge di Bilancio, con un aumento di 240 euro l’anno per le lavoratrici con figli.
La misura arriva in un momento in cui il bilancio delle famiglie è sotto pressione: inflazione sui beni di prima necessità, costo della scuola e delle attività dei figli in crescita, stipendi che faticano a tenere il passo. In questo quadro, anche un sostegno apparentemente “piccolo” come 60 euro al mese può fare la differenza se concentrato in un unico accredito a fine anno.
Cosa cambia davvero per le famiglie
Oggi il Bonus Mamme vale 40 euro al mese, cioè 480 euro all’anno. Il testo della Legge di Bilancio per il 2026, ancora in corso di approvazione, alza l’asticella: l’importo mensile salirebbe a 60 euro, pari a 720 euro annui.
Tradotto nel portafoglio di una madre lavoratrice che rientra nei requisiti, significa 240 euro in più all’anno rispetto al 2025. Un importo che, seppur non risolutivo, può coprire, ad esempio, una parte delle spese per libri scolastici, mense, trasporti o attività sportive dei figli.
Va però chiarito un punto decisivo: l’incremento non è ancora blindato. Il testo è dentro la Legge di Bilancio, ma si attende il maxi-emendamento, cioè il pacchetto di modifiche finali del Governo. In quella fase le cifre possono cambiare, essere ridimensionate o, nel caso peggiore, sparire.
Per chi sta facendo i conti in vista del prossimo anno, quindi, il Bonus Mamme a 60 euro al mese è oggi una prospettiva concreta, ma non una certezza definitiva.
Chi ci rientra e chi resta fuori
Il Bonus Mamme non è per tutte le madri: è legato al lavoro e a requisiti precisi. Ne hanno diritto le lavoratrici madri che rientrano in queste categorie:
- lavoratrici dipendenti, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico;
- lavoratrici autonome iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie, comprese le casse professionali e la Gestione Separata INPS.
Oltre al tipo di lavoro, contano i figli e il reddito:
- con 2 figli, il bonus spetta fino al mese del decimo compleanno del secondo figlio;
- con più di 2 figli, il bonus spetta fino al mese del diciottesimo compleanno del figlio più piccolo;
- il reddito annuo da lavoro non deve superare i 40.000 euro.
Restano quindi escluse, tra le altre:
- le madri che non lavorano;
- le lavoratrici domestiche (colf, badanti, baby-sitter dipendenti da privati, se rientrano nei rapporti esclusi);
- chi supera la soglia di 40.000 euro di reddito annuo da lavoro.
Chi ha figli piccoli e un reddito entro i 40.000 euro deve quindi considerare questo bonus come un pezzo del proprio “pacchetto famiglia”, accanto ad altre misure come l’Assegno Unico, detrazioni, welfare aziendale dove presente.
Soldi, scadenze e tempi: cosa aspettarsi
Il meccanismo di pagamento resta lo stesso anche nel 2026: niente versamento mensile in busta paga o sul conto, ma una sola maxi-erogazione a fine anno. La legge prevede che le mensilità dal 1° gennaio a novembre 2026 vengano liquidate in un’unica soluzione a dicembre 2026.
Significa che una lavoratrice madre avente diritto, se l’aumento verrà confermato, vedrà accreditati direttamente 720 euro in un colpo solo sul proprio conto nel dicembre 2026. Una sorta di “tredicesima aggiuntiva” dedicata alle spese dei figli.
Lo stesso meccanismo è in vigore per il 2025: l’importo di 480 euro viene riconosciuto, anche quest’anno, in un’unica soluzione a fine anno.
Pagamenti 2025: nuovo accredito in arrivo
Mentre si discute della cifra per il 2026, l’INPS sta completando i pagamenti del Bonus Mamme riferito al 2025. Dopo i primi accrediti fissati per il 12 dicembre 2025 e il 15 dicembre 2025, sono stati segnalati nuovi pagamenti in programma per giovedì 18 dicembre 2025.
Le indicazioni arrivano direttamente dai Fascicoli Previdenziali delle beneficiarie, dove molte madri lavoratrici hanno già visto comparire la disposizione di pagamento del bonus. L’importo, anche per il 2025, è di 480 euro complessivi.
Chi rientra nei requisiti e non ha ancora visto l’accredito deve tenere presente che i pagamenti non sono sempre sincronizzati per tutti nella stessa data: l’INPS procede spesso per lotti, in base a verifiche e flussi interni.
Cosa controllare oggi
Per capire se la notizia riguarda davvero il proprio portafoglio, le madri lavoratrici dovrebbero concentrarsi su tre punti pratici:
- verificare se il proprio reddito da lavoro è sotto i 40.000 euro annui e se si rientra nelle categorie di lavoratrici indicate (dipendenti non domestiche, autonome iscritte a gestione obbligatoria);
- controllare nel Fascicolo Previdenziale INPS la presenza della data di pagamento del Bonus Mamme 2025, soprattutto intorno alle scadenze del 12, 15 e 18 dicembre 2025;
- seguire gli sviluppi della Legge di Bilancio 2026 e del maxi-emendamento, perché da lì dipenderà la conferma o meno dell’aumento a 60 euro al mese.
Nell’immediato, quindi, l’attenzione deve essere rivolta ai pagamenti del 2025 già in corso e alla corretta presenza dei propri dati INPS. Sul 2026, invece, è prudente considerare l’aumento a 720 euro annui come una possibilità concreta ma ancora da confermare, da monitorare nelle prossime settimane con l’approvazione definitiva della manovra.