Rc auto 2026, aumento dei costi per chi usa l’auto ogni giorno: da 1° gennaio 2026 salgono diesel e polizze accessorie, mentre le multe restano congelate.
La notizia arriva mentre i bilanci di molte famiglie sono già sotto pressione per inflazione, affitti e rate dei mutui. Ogni euro speso in più per spostarsi in auto è un euro in meno per spesa, bollette o risparmi. Per questo le misure segnalate dal Codacons sulla Rc auto 2026 non sono un tema “da addetti ai lavori”, ma toccano direttamente chiunque usi l’auto per andare al lavoro, portare i figli a scuola o assistere un parente.
Cosa cambia davvero per le famiglie
Il Codacons ha messo nero su bianco i due fronti su cui dal 1° gennaio 2026 scatterà la stangata sulla Rc auto 2026 e sulla mobilità privata:
- Carburanti: aumenta l’accisa sul diesel di 4,05 centesimi al litro, che con l’IVA al 22% diventa un rincaro alla pompa di circa 5 centesimi al litro.
- Assicurazioni accessorie: sale l’imposta sulle polizze accessorie legate alla Rc auto (infortuni conducente e assistenza stradale) dal 2,5% al 12,5%.
Per il diesel, il Codacons calcola che un pieno medio da 50 litri costerà circa 2,47 euro in più. Se una famiglia fa due pieni di gasolio al mese, parliamo di un aggravio annuo di circa 59,3 euro per singola auto. E questo senza considerare eventuali ulteriori aumenti legati alle dinamiche di mercato.
Per le polizze, il colpo non riguarda la parte obbligatoria della Rc auto 2026, ma quelle garanzie che molti ormai considerano indispensabili: infortuni al conducente e assistenza stradale. Qui la tassa quintuplica di fatto: da 2,5% a 12,5% sui premi di queste coperture, con effetti immediati sul costo finale della polizza a partire da ogni contratto stipulato o rinnovato dal 1° gennaio 2026.
Quanto pagherai in più tra carburante e Rc auto 2026
Se hai un’auto diesel, l’impatto minimo è già scritto. Con l’aumento dell’accisa e dell’IVA, ogni pieno da 50 litri ti costerà circa 2,47 euro in più. In un anno, con solo due pieni al mese, la cifra sale a circa 59,3 euro. Chi viaggia molto, ad esempio pendolari o agenti di commercio, può facilmente raddoppiare o triplicare questo importo.
Il problema però non si ferma al pieno dell’auto. Il diesel è il carburante principale per i camion che trasportano merci su gomma. Se il costo del gasolio sale, i trasportatori scaricheranno una parte dell’aumento sui listini: questo significa rischio di rincari su alimentari, beni di largo consumo e logistica. Un effetto a catena che può alimentare ancora la spinta dei prezzi nelle prossime mensilità.
Sul fronte assicurativo, il rincaro colpisce in modo meno immediato ma altrettanto concreto. L’aumento dell’imposta sulle coperture accessorie porterà le compagnie a ritoccare i premi. Già oggi, secondo i dati Ivass citati dal Codacons, il premio medio Rc auto è passato da 353 euro di gennaio 2022 a 415 euro nel secondo trimestre 2025: un +17,5%, pari a circa 62 euro a polizza.
Su questo trend di crescita, la nuova stretta fiscale rischia di aggiungere un ulteriore incremento nei listini 2026. Non esistono cifre ufficiali di quanto saliranno le singole polizze (dipenderà da compagnia a compagnia), ma il gettito atteso per lo Stato, stimato in circa 115 milioni di euro, dà la misura della portata complessiva dell’operazione.
Chi è più esposto agli aumenti
La stangata Rc auto 2026 non colpisce tutti allo stesso modo. A soffrire di più saranno:
- Le famiglie con una o più auto diesel e molti chilometri all’anno, soprattutto nei territori dove l’alternativa del trasporto pubblico è scarsa.
- I pendolari che usano l’auto ogni giorno per raggiungere il lavoro, spesso fuori comune.
- Chi vive in zone dove i premi Rc auto sono già tra i più alti d’Italia e fatica a trovare offerte concorrenziali.
- Chi ha in polizza garanzie accessorie come infortuni conducente e assistenza stradale e non vuole rinunciarvi per motivi di sicurezza.
In particolare, la garanzia infortuni conducente è l’unica che tutela chi guida se causa un incidente per colpa propria: la Rc auto classica copre solo i danni ai terzi. Rinunciarvi per risparmiare qualche decina di euro può voler dire esporsi a rischi economici enormi in caso di sinistro grave.
Più in generale, chi ha già visto salire la propria Rc auto del 17,5% in tre anni – da 353 a 415 euro – rischia di trovarsi nel 2026 a fare i conti con un nuovo rincaro, proprio mentre diesel e costo della vita continuano a premere sui bilanci.
Una (piccola) buona notizia: le multe restano ferme
L’unico spiraglio nel quadro della Rc auto 2026 riguarda le sanzioni del Codice della Strada. Il Governo ha deciso per il terzo blocco consecutivo dell’adeguamento automatico delle multe all’inflazione calcolata dall’ISTAT.
Tradotto: senza questa decisione, le multe avrebbero potuto aumentare di circa 15-16% nell’ultimo triennio. L’ultimo vero rialzo risale al 2019 (+2,2%), poi una piccola flessione nel 2021 (-0,2%) e successivi congelamenti. Chi viene sanzionato pagherà quindi importi simili a quelli attuali, nonostante l’impennata del costo della vita.
Non è un “regalo” ai furbetti, ma un modo per evitare che gli importi delle contravvenzioni diventino insostenibili per chi già fatica con bollette e spesa. Resta comunque una voce di costo da evitare con comportamenti prudenti: la multa resta una spesa secca che non dà alcun beneficio in cambio.
Cosa controllare oggi sulla tua Rc auto 2026
In attesa che le compagnie assicurative adeguino ufficialmente i listini per la Rc auto 2026, ci sono alcune mosse concrete che puoi valutare da subito:
- Verifica la data di scadenza della tua polizza: se cade nei primi mesi del 2026, preparati a preventivi più alti soprattutto se hai garanzie accessorie.
- Controlla le voci in polizza: identifica quanto paghi per infortuni conducente e assistenza stradale, le due coperture colpite dall’aumento di imposta.
- Confronta più preventivi: prima del rinnovo, chiedi offerte a diverse compagnie; alcune potrebbero assorbire meglio l’aumento fiscale.
- Valuta con attenzione cosa tagliare: ridurre le garanzie accessorie può far risparmiare, ma occhio a non scoprire troppo la protezione proprio dove serve (infortuni a chi guida).
- Monitora i consumi di carburante: con un diesel più caro, guida più regolare, controllo della pressione gomme e manutenzione puntuale possono fare la differenza.
Per avere un quadro più ampio su inflazione, consumi e spese delle famiglie, conviene seguire anche gli aggiornamenti delle principali autorità e istituzioni economiche, come ad esempio il sito ISTAT o il portale del Ministero competente, oltre alle informazioni fiscali e contributive sul sito dell’Agenzia delle Entrate e al sito INPS.
Nei prossimi mesi sarà determinante tenere d’occhio le comunicazioni ufficiali delle compagnie sulla Rc auto 2026 e gli eventuali correttivi che il Governo potrebbe introdurre per attenuare l’impatto su pendolari e famiglie con redditi più bassi. Intanto, la parola d’ordine è una sola: conoscere per tempo i rincari in arrivo, rivedere il proprio budget auto e non farsi trovare impreparati al prossimo rinnovo di polizza.