trattamento integrativo 2026

Il trattamento integrativo 2026 può valere fino a 1.200 euro l’anno (circa 100 euro al mese) e arriva direttamente in busta paga, se rientri in precisi limiti di reddito.

Chi riguarda davvero: lavoratori dipendenti (e cosa vedi in busta)

Il trattamento integrativo è l’ex “Bonus Renzi”: un importo aggiuntivo riconosciuto a lavoratrici e lavoratori dipendenti che rispettano alcuni requisiti. In busta paga, di solito, lo trovi indicato con la voce TIR.

Se vuoi capire come incide poi su dichiarazione e detrazioni, tieni a portata la Guida completa 730 e Detrazioni 2026.

Quanto vale nel 2026: fino a 1.200 euro, ma non sempre “100 al mese”

La cifra “standard” è 1.200 euro annui. Ma nella pratica non è sempre un tondo 100 euro al mese.

  • Per chi ha diritto al trattamento pieno, l’importo è riconosciuto in quote giornaliere.
  • Nei mesi da 31 giorni può risultare pari a 101,92 euro.
  • Nei mesi da 30 giorni può risultare pari a 98,63 euro.

Quindi: se controlli la busta paga e vedi un importo leggermente diverso da 100 euro, non è detto che ci sia un errore.

Requisiti di reddito: le 3 fasce che cambiano tutto

Nel trattamento integrativo 2026 la prima cosa da guardare è il tuo reddito annuo lordo imponibile:

  • Fino a 15.000 euro: puoi avere il trattamento pieno (1.200 euro), ma solo se l’imposta lorda è superiore alla detrazione da lavoro dipendente (con le regole indicate nell’articolo fonte).
  • Tra 15.000 e 28.000 euro: l’importo non è automatico “a forfait”. Dipende dalla differenza tra detrazioni fiscali a cui hai diritto e Irpef lorda, con un tetto massimo di 1.200 euro.
  • Oltre 28.000 euro: non spetta.

Tradotto: sotto i 15.000 euro è più facile vederlo in busta paga (se le condizioni fiscali reggono), nella fascia 15.000–28.000 conta molto la tua situazione di detrazioni, sopra 28.000 non arriva.

Il “buco” tra 8.500 e 9.000 euro: cosa succede nel 2026

C’è un punto critico confermato anche per il 2026: chi ha redditi tra 8.500 e 9.000 euro può aver perso i 100 euro mensili in busta paga per l’interazione con il nuovo taglio del cuneo contributivo.

Secondo quanto riportato dalla fonte, era stato annunciato un intervento dedicato, ma al momento mancano novità. Morale pratica: se sei in quella fascia e non vedi il TIR, potrebbe non essere un errore del datore di lavoro.

Cosa fare adesso

  • Controlla nella tua busta paga se compare la voce TIR e con che importo (attenzione alle differenze tra mesi da 30 e 31 giorni).
  • Verifica il tuo reddito annuo lordo imponibile: la soglia 15.000 euro e il limite 28.000 euro decidono quasi tutto.
  • Se sei tra 15.000 e 28.000 euro, fai una lista delle principali detrazioni che ti spettano: in questa fascia il bonus dipende dal “saldo” tra detrazioni e Irpef lorda.
  • Se sei tra 8.500 e 9.000 euro e non lo ricevi, segna l’anomalia: potrebbe dipendere dalle regole attuali legate al cuneo contributivo, non da un errore.
  • Se cambi lavoro o hai più rapporti di lavoro nello stesso anno, ricontrolla: il trattamento integrativo 2026 può variare perché segue reddito e imposta/detrazioni.

Fonti