Dal 2026 il bonus nido 2026 cambia passo: niente più rinnovo annuale della domanda, che diventa valida per tutto il ciclo fino ai 3 anni del bambino, con importi legati all’ISEE neutralizzato.
A chi riguarda (e chi resta fuori)
Il bonus nido 2026 interessa genitori o tutori di bambini sotto i 3 anni. Serve la residenza in Italia oppure un permesso di soggiorno valido.
La richiesta può riguardare due alternative:
- rimborso delle spese per la frequenza di asili nido e servizi educativi per l’infanzia ammessi;
- contributo per assistenza domiciliare per bambini sotto i 3 anni con gravi patologie.
I due benefici non sono cumulabili nello stesso anno: va scelta una sola opzione.
Domanda “pluriennale”: cosa cambia davvero
La novità più pratica del bonus nido 2026 è questa: non devi più ripresentare la domanda ogni anno. La richiesta resta valida per l’intero periodo di utilizzo del beneficio, cioè fino al compimento del terzo anno del bambino.
Attenzione però: “automatica” non significa “mani in tasca”. Per continuare a ricevere i soldi negli anni successivi devi comunque:
- indicare ogni anno le mensilità per cui vuoi il rimborso (serve anche a “prenotare” le risorse);
- caricare la documentazione di spesa (fatture o ricevute);
- dimostrare pagamenti tracciabili.
Importi 2026: quanto puoi prendere con l’ISEE “neutralizzato”
Gli importi del bonus nido 2026 dipendono da un nuovo indicatore: l’ISEE per prestazioni familiari e per l’inclusione depurato degli importi dell’Assegno unico e universale. È il cosiddetto ISEE neutralizzato, pensato per non penalizzare chi già riceve l’Assegno unico.
Bambini nati dal 1° gennaio 2024
- 3.600 euro con ISEE neutralizzato pari o inferiore a 40.000 euro;
- 1.500 euro con ISEE neutralizzato superiore a 40.000 euro oppure con ISEE assente.
Bambini nati prima del 1° gennaio 2024
- 3.000 euro con ISEE neutralizzato fino a 25.000,99 euro;
- 2.500 euro con ISEE neutralizzato da 25.001 a 40.000 euro;
- 1.500 euro con ISEE neutralizzato superiore a 40.000 euro oppure con ISEE assente.
L’importo viene adeguato ogni anno in base all’ISEE aggiornato, che va presentato ogni anno. Secondo indicazioni INPS, l’Istituto rileva i cambiamenti tramite interconnessione con le banche dati, ma spetta al genitore confermare i requisiti sul portale.
Per orientarti tra DSU e nuove regole, qui trovi la Guida completa ISEE 2026.
Spese ammesse: non solo nido (cosa entra e cosa no)
Dal 2026 il perimetro si allarga: il bonus non riguarda più solo asili nido pubblici e privati, ma anche altri servizi educativi per l’infanzia previsti dalla normativa vigente.
Tra le spese ammissibili rientrano:
- asili nido e micronidi (bambini da 3 a 36 mesi);
- sezioni primavera (da 24 a 36 mesi);
- servizi integrativi abilitati: spazi gioco (da 12 a 36 mesi, massimo 5 ore al giorno senza mensa) e servizi educativi domiciliari (da 3 a 36 mesi).
Restano escluse le spese per centri per bambini e famiglie e quelle non legate all’educazione della prima infanzia, come servizi ricreativi, pre-scuola o post-scuola.
Come si presenta la domanda (e cosa manca ancora)
La domanda del bonus nido 2026 si presenta solo online sul sito INPS, con accesso tramite Spid, Cie o Cns. In alternativa ci si può appoggiare a Caf o patronato.
La data di apertura delle domande per il 2026, però, sarà comunicata successivamente dall’INPS: al momento non è indicata.
Cosa fare adesso
- Verifica se il bambino rientra nella fascia sotto i 3 anni e se sei tu il genitore/tutore che presenterà la richiesta.
- Controlla di avere (o poter ottenere) un ISEE aggiornato: senza ISEE o con ISEE sopra soglia l’importo può scendere a 1.500 euro.
- Prepara pagamenti tracciabili e raccogli fatture/ricevute: senza documenti di spesa il rimborso non passa.
- Se hai già la domanda attiva, segnati che ogni anno dovrai comunque indicare le mensilità per cui chiedi il rimborso.
- Monitora l’apertura delle domande sul portale: la data per il 2026 non è ancora comunicata.
Fonti
- Fonte: Fonte originale
- INPS: Sito ufficiale INPS