Bonus colf e badanti: il recupero del trattamento integrativo (ex bonus Renzi) può arrivare fino a 1.200 euro e, secondo quanto chiarito dal Ministero dell’Economia, viene riconosciuto anche se non presenti la dichiarazione dei redditi entro la scadenza.
A chi riguarda davvero (e quanto vale)
Il bonus colf e badanti riguarda i lavoratori domestici dipendenti: colf, badanti e babysitter. L’importo “pieno” è un bonus da 100 euro al mese, fino a un totale annuo di 1.200 euro.
Attenzione però: “fino a” significa che non tutti lo incassano per intero. Dipende dal reddito e dal confronto tra imposta e detrazioni.
- Reddito annuo fino a 15.000 euro: il trattamento integrativo spetta per intero (se ci sono i requisiti).
- Tra 15.000 e 28.000 euro: non è automatico. Scatta solo se l’imposta lorda supera le detrazioni e solo per la quota che risulta effettivamente dovuta.
- Oltre 28.000 euro: il bonus non spetta.
In pratica: il bonus colf e badanti non è “un assegno fisso”, ma uno sconto fiscale che può ridursi o azzerarsi se, facendo i conti finali, non c’è abbastanza imposta su cui applicarlo.
Perché colf e badanti spesso non lo vedono in busta paga
Molti lavoratori dipendenti ricevono il bonus direttamente nello stipendio perché il datore di lavoro fa da sostituto d’imposta (cioè trattiene e versa le tasse).
Nel lavoro domestico, invece, il datore di lavoro è spesso la famiglia o la persona assistita e non è sostituto d’imposta. Risultato: il calcolo delle imposte e delle agevolazioni, incluso il bonus colf e badanti, tende a “spostarsi” sulla dichiarazione dei redditi.
Se presenti il 730: come si recupera e quando arrivano i soldi
Se fai il modulo 730, per il lavoro domestico va indicato che la dichiarazione è “senza sostituto d’imposta”. In questo caso è l’Agenzia delle Entrate a fare i calcoli e, se risulta un credito, a disporre l’eventuale rimborso sull’IBAN indicato.
Quanto ai tempi: senza sostituto d’imposta il rimborso non passa dalla busta paga estiva. Secondo la ricostruzione della fonte, può arrivare a fine anno, spesso nei giorni successivi a Natale. Prima invii il 730, prima entri nei flussi di pagamento (che restano comunque più lenti rispetto a chi ha un sostituto).
Se stai preparando la dichiarazione, può aiutarti questa Guida completa 730 e Detrazioni 2026.
Se non presenti la dichiarazione: il bonus non è “perso”
La novità più utile: se non invii la dichiarazione dei redditi, il bonus colf e badanti può essere riconosciuto comunque in caso di successivi accertamenti dell’Agenzia delle Entrate.
Il principio è lo stesso delle detrazioni: durante l’istruttoria, il trattamento integrativo può essere considerato come riduzione delle imposte dovute. Tradotto: non è che “sparisce”, ma non lo incassi automaticamente; entra nei conteggi quando la tua posizione fiscale viene ricostruita.
Perché l’importo può ridursi (anche se hai diritto)
La dichiarazione non serve solo per chiedere un rimborso: è il bilancio tra redditi, imposte e agevolazioni. Per questo il trattamento integrativo può venire riassorbito in tutto o in parte nel conto finale delle imposte dovute per l’anno precedente.
Ecco l’effetto pratico: puoi avere in teoria diritto al bonus colf e badanti, ma incassare meno (o nulla) se, a conti fatti, l’imposta non è sufficiente o se emergono imposte da pagare che “mangiano” il credito.
Cosa cambia per i contributi: addio bollettini cartacei (quasi per tutti)
Nel 2026, per i contributi del lavoro domestico, l’INPS punta a completare la dematerializzazione: stop progressivo all’invio cartaceo dei modelli di pagamento.
- Solo i datori di lavoro con età pari o superiore a 76 anni continueranno a ricevere la lettera annuale.
- Per tutti gli altri, pagamento tramite pagoPA o canali digitali (home banking, app).
Cosa fare adesso
- Controlla il tuo reddito annuo: sotto 15.000 euro il bonus tende a spettare per intero; tra 15.000 e 28.000 euro può ridursi; oltre 28.000 euro non spetta.
- Se presenti il 730, verifica che sia indicato “senza sostituto d’imposta” e che l’IBAN sia corretto.
- Se non presenti la dichiarazione, conserva CU e documenti: in caso di controlli/accertamenti il bonus può rientrare nei conteggi come riduzione delle imposte.
- Se sei datore di lavoro domestico, preparati a pagare i contributi con pagoPA o canali digitali (lettera cartacea solo se hai 76 anni o più).
Fonti
- Fonte: Fonte originale
- INPS: Sito ufficiale INPS
- Agenzia delle Entrate: Sito ufficiale Agenzia delle Entrate