Decreto fiscale

Decreto fiscale: il 4 maggio 2026 al Senato sono sul tavolo emendamenti che possono cambiare (e complicare) la vita a chi ha colf e badanti, a chi rientra in Italia da pensionato dall’estero e a chi incassa con POS e scontrini.

Se hai colf o badante: possibile nuova trattenuta Irpef in busta

Il punto che tocca più famiglie è l’ipotesi di far diventare i datori di lavoro domestico “sostituti d’imposta”: in pratica la famiglia tratterrebbe una quota di Irpef dalla retribuzione e poi la verserebbe.

Le aliquote ipotizzate sono a scalare nel tempo: 5% nel 2027, 10% nel 2028 e 15% dal 2029.

Attenzione all’impatto pratico: non è “una tassa in più” automatica, ma un cambio di meccanismo. La trattenuta riduce il netto pagato al lavoratore e sposta sulle famiglie un pezzo di adempimenti (calcolo e versamento).

Come si calcolerebbe e quando si verserebbe: il nodo delle scadenze

Secondo la proposta citata, la ritenuta verrebbe trattenuta dal datore sulla retribuzione al netto della quota di contributi a carico del lavoratore, al momento del pagamento.

Il versamento dovrebbe avvenire dal giorno 1 al giorno 10 del mese successivo a ciascun trimestre solare. Per molte famiglie sarebbe un calendario nuovo da gestire, oltre ai contributi.

“Precalcolata” INPS: aiuto promesso, ma da verificare

Per alleggerire il carico sulle famiglie, viene ipotizzata una “precalcolata”: l’importo delle ritenute dovute per ogni trimestre sarebbe pubblicato sul sito INPS insieme ai contributi dovuti.

È un dettaglio chiave per capire quanto lavoro operativo resterebbe in capo al datore: se il calcolo è davvero pronto e affidabile, cambia molto rispetto a dover ricostruire imponibile e trattenute da soli.

Se ti serve orientarti tra servizi e area personale, qui trovi un riferimento utile: Guida pratica INPS.

Pensionati dall’estero: ipotesi flat tax al 4%

Nel pacchetto di possibili modifiche entra anche un “maxisconto” sotto forma di tassa piatta per i pensionati che rientrano dall’estero: l’ipotesi indicata è una flat tax al 4%.

Qui l’effetto portafoglio dipende da due fattori che nell’input non sono dettagliati: chi rientra davvero nei requisiti e su quali redditi si applicherebbe. Tradotto: l’aliquota fa notizia, ma prima di fare conti serve capire la platea e le condizioni finali.

Per aggiornamenti e regole operative, il canale istituzionale da tenere d’occhio resta l’Agenzia delle Entrate.

Scontrini e POS: possibile “soglia di tolleranza” sugli allineamenti

Altro tema: il nuovo obbligo di allineamento tra dati degli scontrini e pagamenti con POS. Si discute di una soglia di tolleranza, cioè un margine entro cui eventuali differenze non farebbero scattare problemi.

Qui, però, manca il numero: finché la soglia non è scritta nero su bianco, per chi ha un’attività la regola pratica è una sola: controllare che incassi elettronici e corrispettivi “parlino” tra loro, perché i disallineamenti sono ciò che finisce nel mirino.

Cosa fare adesso

  • Se hai colf o badante, verifica come gestisci oggi paghe e contributi: se ti appoggi a CAF/consulente, chiedi se sarebbe in grado di gestire anche una ritenuta Irpef e i versamenti trimestrali.
  • Conserva in modo ordinato buste paga, ricevute e prospetti contributivi: se arriva la “precalcolata”, potrai confrontare importi e individuare subito eventuali errori.
  • Se sei un pensionato che rientra dall’estero (o lo stai valutando), non fare calcoli solo sull’aliquota 4%: prepara l’elenco dei redditi coinvolti e chiedi conferma dei requisiti quando il testo sarà definitivo.
  • Se incassi con POS, controlla periodicamente che gli importi registrati dai pagamenti elettronici coincidano con i corrispettivi: anche una “tolleranza” non elimina la necessità di coerenza.

Fonti