Assegno di invalidità

Assegno di invalidità: dal 1° agosto 2025 l’INPS può integrare l’importo fino a 611,85 euro al mese, ma solo se rientri in precisi limiti di reddito e se i tuoi dati reddituali risultano aggiornati.

Chi riguarda davvero l’aumento a 611,85 euro

La novità riguarda l’assegno ordinario di invalidità (prestazione previdenziale per lavoratori con capacità lavorativa ridotta) e, in particolare, anche chi lo ha calcolato interamente con il sistema contributivo.

Non è la stessa cosa dell’invalidità civile: quella è una misura assistenziale e, in base a quanto riportato nella fonte, non rientra in questo aumento.

Per orientarti tra domanda, area personale e verifiche, può esserti utile anche questa Guida pratica INPS.

Quanto vale: cosa significa “fino a 611,85 euro”

Nel 2026 il trattamento minimo indicato è 611,85 euro mensili (pari a 7.954,05 euro annui). L’integrazione serve a portare l’assegno a quel livello, ma non lo aumenta oltre.

Esempi pratici (se rientri nei limiti di reddito):

  • se oggi prendi 400 euro, l’aumento può essere di 211,85 euro al mese;
  • se oggi prendi 500 euro, l’aumento può essere di 111,85 euro al mese.

L’importo effettivo dipende sempre dai redditi considerati dall’INPS.

I limiti di reddito: quando è pieno e quando si riduce

L’integrazione piena spetta se il reddito personale resta sotto 7.954,05 euro annui.

Se il reddito personale supera questa soglia ma resta entro il doppio (cioè 15.908,10 euro), l’aumento viene riconosciuto in misura ridotta: in pratica, non perdi tutto, ma l’integrazione si assottiglia.

La fonte segnala anche che per alcune pensioni liquidate dal 1994 in poi può contare pure il reddito del coniuge. In questi casi l’INPS valuta la situazione della coppia e, oltre certi limiti, l’integrazione può ridursi o non spettare.

Automatico o su domanda: il punto che fa perdere (o sblocca) i soldi

Secondo quanto indicato, se l’INPS ha già i tuoi dati reddituali aggiornati, l’adeguamento può partire d’ufficio dal 1° agosto 2025.

Se invece i redditi non risultano correttamente comunicati o aggiornati, può servire una domanda di ricostituzione reddituale (tramite patronato o servizi telematici INPS) per far ricalcolare l’importo e verificare l’integrazione.

Cosa fare adesso

  • Controlla se la tua prestazione è un assegno ordinario di invalidità (non invalidità civile): è il primo discrimine.
  • Verifica l’importo attuale: se è sotto 611,85 euro, potresti rientrare nell’integrazione (se i redditi lo consentono).
  • Ricontrolla i tuoi redditi personali rispetto alle soglie 7.954,05 e 15.908,10 euro: è lì che si decide pieno, ridotto o niente.
  • Se temi che l’INPS non abbia i dati aggiornati, valuta (anche tramite patronato) la ricostituzione reddituale.
  • Accedi ai servizi INPS e verifica comunicazioni e importi in pagamento, così capisci se l’adeguamento è stato già applicato o no.

Fonti