0,4% in meno di addizionale Irpef e possibile ritorno allo 0,5%: per i contribuenti di Roma nel 2026 può arrivare un taglio concreto delle tasse in busta paga.
La prospettiva nasce da un emendamento del Governo da oltre 500 milioni di euro destinato a Roma Capitale, che consente al Campidoglio di uscire dalla gestione commissariale del debito accumulato prima del 2008. Tradotto: il famoso “sovrapprezzo” Irpef dello 0,4%, introdotto per ripagare quei debiti, potrebbe essere azzerato.
Cosa cambia davvero per le famiglie
Oggi i residenti a Roma pagano un’addizionale comunale Irpef allo 0,9% sul proprio reddito, con una soglia di esenzione per chi ha redditi fino a 14.000 euro. Di questo 0,9%, lo 0,5% serve a finanziare il bilancio ordinario del Comune, mentre lo 0,4% aggiuntivo era stato creato per coprire la gestione commissariale del vecchio debito.
Con l’emendamento del Governo, le risorse per il debito pre-2008 arrivano direttamente da Roma Capitale e non più dalle tasche dei contribuenti. Per questo il sindaco Roberto Gualtieri apre alla possibilità di riportare l’addizionale allo 0,5%, cioè al livello precedente all’aumento deciso nel 2010 ed entrato in vigore nel 2011.
In pratica, se la riduzione verrà confermata, per i contribuenti che oggi pagano l’addizionale lo scenario sarebbe questo:
- addizionale comunale Irpef che scende dal 0,9% allo 0,5%;
- azzeramento della maggiorazione extra dello 0,4% legata al debito del passato;
- conferma della soglia di esenzione fino a 14.000 euro di reddito, già innalzata negli ultimi anni.
Chi ci rientra e chi resta fuori
La riduzione interessa solo chi oggi paga effettivamente l’addizionale comunale Irpef di Roma. Restano quindi esclusi, perché già esenti, i contribuenti con redditi fino a 14.000 euro annui: per loro il cambiamento non porterà risparmi aggiuntivi, ma verrà confermata l’esenzione già conquistata.
In linea di massima, il taglio dello 0,4% riguarderà:
- lavoratori dipendenti residenti a Roma con reddito superiore a 14.000 euro lordi l’anno;
- pensionati residenti a Roma oltre la stessa soglia;
- autonomi e professionisti che pagano l’Irpef ordinaria e risultano residenti nel Comune.
Non cambiano invece le regole generali dell’Irpef nazionale: lo sconto riguarda solo la componente “comunale” che Roma applica in aggiunta all’imposta statale.
Quanto può valere il taglio sul portafoglio
Il sindaco e i sindacati parlano di una “limatura” dello 0,4%. Vale la pena tradurla in cifre concrete, tenendo presente che il calcolo effettivo dipende dal reddito imponibile su cui si applica l’addizionale.
Alcuni esempi orientativi, puramente indicativi:
- reddito imponibile di 20.000 euro: lo 0,4% vale circa 80 euro l’anno in meno di addizionale comunale;
- reddito imponibile di 30.000 euro: lo 0,4% vale circa 120 euro l’anno;
- reddito imponibile di 40.000 euro: lo 0,4% vale circa 160 euro l’anno.
La cifra è spalmata sui dodici mesi: significa avere qualche euro in più in busta paga ogni mese o una trattenuta più leggera sul cedolino della pensione. Non sono cifre che cambiano la vita, ma in un contesto di caro-prezzi e bollette ancora alte, anche 80-150 euro l’anno possono fare la differenza per molte famiglie.
Cosa decidono Comune, Governo e sindacati
Il percorso politico è già impostato. L’emendamento del Centrodestra, rivendicato in particolare da Fratelli d’Italia, ha “liberato” il Campidoglio dal vincolo commissariale. Gualtieri, illustrando il bilancio previsionale 2026-2028, ha parlato di una misura che “dà stabilità e certezza” ai conti e “consente di mitigare l’impatto dei tagli”.
Da parte loro, i sindacati spingono per non lasciare il taglio solo sulla carta. La Cgil di Roma e del Lazio, con il segretario Natale Di Cola, dà quasi per scontata la riduzione dell’addizionale e chiede di “riportare l’aliquota ordinaria allo 0,5%” e “eliminare la maggiorazione dello 0,4%”. La Uil Lazio usa parole analoghe, apprezzando l’impegno del sindaco e chiedendo continuità sulle esenzioni.
Le parti sociali e l’amministrazione hanno fissato l’appuntamento a inizio 2026, quando ci sarà un tavolo per definire la nuova struttura dell’addizionale comunale. È lì che si capirà se lo 0,9% scenderà davvero allo 0,5%, se verranno introdotti ulteriori scaglioni o se si allargherà ancora la platea degli esenti.
Soldi, tempi e cosa aspettarsi nel 2026
Il taglio non è ancora operativo: nessuno vedrà da subito la riduzione in busta paga. Serve prima una decisione formale del Comune di Roma, da assumere in tempo utile perché l’aliquota ridotta entri in vigore con le addizionali Irpef del 2026.
Per i contribuenti romani i punti da tenere a mente sono tre:
- nel 2025 si continua a pagare l’addizionale comunale alle condizioni attuali (0,9% con esenzione fino a 14.000 euro);
- la potenziale riduzione riguarda il 2026 e gli anni successivi, se confermata nel bilancio e nei regolamenti comunali;
- i lavoratori dipendenti vedranno l’effetto direttamente in busta paga, i pensionati nel cedolino della pensione, gli autonomi in dichiarazione dei redditi.
Possibili ulteriori ritocchi, come nuovi scaglioni di esenzione o agevolazioni mirate per determinate fasce di reddito, sono allo studio ma non ancora definiti. È realistico attendersi che i dettagli vengano chiusi tra fine 2025 e i primi mesi del 2026, insieme alle altre scelte di bilancio del Comune.
Cosa controllare oggi
Per capire se e quanto potrai risparmiare, i passaggi utili sono pochi ma chiari:
- verifica sul tuo CUD, busta paga o cedolino pensione qual è oggi il tuo reddito imponibile e se superi la soglia di 14.000 euro;
- controlla la voce “addizionale comunale Irpef Roma” nel cedolino: se oggi non la paghi, il taglio futuro non ti porterà risparmi, ma continuerai a essere esente;
- segui tra fine 2025 e inizio 2026 le delibere del Comune e le comunicazioni di datore di lavoro, Caf o consulente: saranno loro a indicarti da quando cambia l’aliquota;
- diffida da chi promette cifre precise o rimborsi immediati: al momento c’è una prospettiva concreta, ma le decisioni tecniche devono ancora essere prese.
Per le famiglie romane il quadro, quindi, è questo: nessun adempimento da fare subito, ma un possibile alleggerimento fiscale in arrivo nel 2026, da monitorare con attenzione per capire quanto varrà davvero sul proprio portafoglio.