Detrazioni fiscali 2026

Detrazioni fiscali 2026: dal 730/2026 cambiano tetti e regole, soprattutto per chi ha un reddito sopra 75.000 euro e per alcune detrazioni legate ai figli.

Chi rischia di perdere più detrazioni (e quanto)

La stretta più pesante, secondo quanto riportato, riguarda i contribuenti con reddito complessivo oltre 75.000 euro annui. Per loro entra un tetto massimo agli “oneri detraibili” che non è più libero: dipende dal reddito e dal numero di figli.

  • Reddito tra 75.000 e 100.000 euro: massimale teorico 14.000 euro.
  • Reddito oltre 100.000 euro: massimale teorico 8.000 euro.

Attenzione: sono massimali “di partenza”. L’importo effettivo di spese che puoi portare in detrazione si riduce (o si salva) con coefficienti legati ai figli:

  • Nessun figlio: coefficiente 0,50 (tetto che dimezza).
  • 1 figlio: coefficiente 0,70.
  • 2 figli: coefficiente 0,85.
  • 3 o più figli o almeno 1 figlio con disabilità accertata: coefficiente 1,00 (tetto pieno).

In pratica, con redditi medio-alti la differenza tra avere figli o non averli può cambiare in modo netto quante spese restano davvero “scaricabili” nel 730. È qui che le detrazioni fiscali 2026 possono incidere di più sul portafoglio.

Familiari a carico: soglie confermate, ma cambia la regola sui figli

Resta la definizione “classica” di familiare a carico: reddito non oltre 2.840,51 euro, che sale a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni.

La novità più impattante, però, è un taglio secco: vengono eliminate (secondo quanto riportato) le detrazioni per i figli a carico oltre i 30 anni, con l’eccezione dei figli con disabilità.

Se in famiglia avete un figlio “formalmente a carico” ma sopra i 30 anni, questo è un punto da verificare per tempo: sulle detrazioni fiscali 2026 può voler dire meno sconto Irpef rispetto agli anni precedenti.

Pagamenti tracciabili: senza, la detrazione può saltare

Il quadro resta ampio (spese sanitarie, istruzione, assicurazioni, interessi mutuo e altro), ma l’indicazione è chiara: le detrazioni nel 730/2026 sono vincolate alla tracciabilità totale dei pagamenti.

Tradotto: se paghi in contanti dove non è ammesso, il rischio concreto è non poter portare la spesa in detrazione. Per orientarti tra regole e voci del modello, puoi usare anche la Guida completa 730 e Detrazioni 2026.

Spese che restano nel 730/2026: cosa si salva (con i limiti)

Tra le voci citate come ancora rilevanti nel Quadro E:

  • Spese sanitarie, con franchigia di 129,11 euro.
  • Assistenza personale per non autosufficienza, interpretariato per soggetti sordi, acquisto veicoli o cane guida per disabili.
  • Spese per DSA (minori e maggiorenni).
  • Premi assicurativi (vita, infortuni, non autosufficienza, calamità).
  • Spese di istruzione: limite indicato a 1.000 euro (come riportato nella fonte).
  • Interessi mutuo per abitazione principale, spese funebri e veterinarie (tra le voci richiamate).

Il punto non è solo “quali spese”: con le detrazioni fiscali 2026 conta sempre di più anche “quante” ne puoi far entrare nel tetto, se rientri nelle fasce di reddito più alte.

Bonus casa: differenza netta tra abitazione principale e seconde case

Per gli interventi edilizi, viene descritta una distinzione più rigida: le aliquote restano più favorevoli per l’abitazione principale, mentre per seconde case e altri immobili si va verso una riduzione che può far perdere convenienza.

Restano citati come attivi anche:

  • Bonus Verde: fino a 5.000 euro di spesa al 36%.
  • Bonus sicurezza e bonus per abbattimento barriere architettoniche.

Errori nel 730: recupero possibile entro 5 anni (se ti sei dimenticato una detrazione)

Se negli anni passati ti sei perso una detrazione spettante, la fonte richiama la possibilità di recuperarla entro 5 anni con una dichiarazione integrativa (viene citata anche una pronuncia della Cassazione). È una via utile se ti accorgi oggi di spese pagate e documentate, ma non inserite.

Cosa fare adesso

  • Se hai reddito oltre 75.000 euro, fai un check: quante spese rischiano di “non entrare” nel tetto 730 e se il numero di figli cambia il tuo coefficiente.
  • Verifica se in famiglia ci sono figli a carico oltre i 30 anni: salvo disabilità, la detrazione potrebbe non spettare più come prima.
  • Raccogli e ordina solo documenti con pagamenti tracciabili (bonifici, carte, strumenti equivalenti): senza tracciabilità la detrazione può saltare.
  • Se hai seconde case e stai pianificando lavori, separa i conti tra abitazione principale e altri immobili: la convenienza può cambiare molto.
  • Se ti viene in mente una spesa detraibile “dimenticata” in anni passati, valuta (con un professionista) la strada della dichiarazione integrativa entro 5 anni.

Fonti