Bonus benzina 2026: sul tavolo ci sono 100 euro per le famiglie con ISEE basso e fino a 200 euro per i lavoratori dipendenti tramite buoni aziendali, ma oggi non è ancora una misura definitiva. Le proposte sono in discussione e, finché non vengono approvate, non esiste un “credito” automatico da incassare.
Chi può prendere 100 euro: famiglie con ISEE basso
La prima ipotesi di bonus benzina 2026 riguarda un aiuto diretto alle famiglie, pensato per contrastare il caro carburanti.
- Importo: 100 euro una tantum.
- Come arriva: buono carburante.
- A chi: famiglie con ISEE fino a 20.000 euro. Nell’ipotesi più restrittiva la soglia scenderebbe a 15.000 euro.
- Caratteristiche: buono nominativo e non cedibile.
- Tasse e ISEE: non concorrerebbe al reddito imponibile e non entrerebbe nel calcolo ISEE.
Tradotto: se la misura venisse approvata, per molte famiglie sarebbe un “taglio spesa” secco da 100 euro alla pompa, senza effetti collaterali su dichiarazione dei redditi e ISEE.
Se devi aggiornare o verificare la tua situazione, qui trovi la Guida completa ISEE 2026.
Chi può arrivare a 200 euro: lavoratori con buoni aziendali
La seconda ipotesi di bonus benzina 2026 passa dalle aziende: rientrerebbe nel perimetro dei fringe benefit e non sarebbe un’erogazione uguale per tutti.
- Importo massimo: fino a 200 euro per lavoratore.
- Come funziona: buoni benzina (o titoli analoghi) dati dal datore di lavoro.
- Tasse: esclusione dal reddito imponibile fino a 200 euro.
- Punto chiave: dipende dalle scelte dell’azienda (piani welfare, accordi interni). Non è automatico.
In pratica: se la tua azienda decide di attivarlo, puoi ricevere buoni carburante senza pagarci imposte fino al limite previsto. Se l’azienda non lo attiva, non arriva nulla.
Quanto vale davvero “fino a 200 euro” (e quando non è per tutti)
La formula “fino a 200 euro” non significa che ogni lavoratore incasserà 200 euro. Significa che l’eventuale esenzione fiscale si ferma a quella soglia: l’azienda potrebbe riconoscere anche meno, oppure non riconoscere nulla.
Per le famiglie, invece, l’ipotesi descritta è più “standard”: 100 euro una tantum, ma solo se si rientra nella soglia ISEE che verrà fissata (ad oggi tra 20.000 e 15.000 euro).
Stato della misura: oggi è una proposta, non un pagamento
Entrambi gli interventi sono indicati come proposte collegate al cosiddetto decreto carburanti “ter” e risultano in discussione in Commissione Finanze del Senato. L’articolo segnala una scadenza indicata per la conversione entro il 29 giugno, passaggio decisivo per capire se il bonus benzina 2026 partirà davvero e con quali regole finali (soglia ISEE, modalità pratiche di erogazione, platea).
Fino a quel via libera, l’unica cosa utile è prepararsi: controllare ISEE e verificare cosa intende fare il datore di lavoro.
Cosa fare adesso
- Controlla il tuo ISEE: se sei vicino a 15.000 o 20.000 euro, potresti rientrare nella platea famiglia se la misura verrà approvata.
- Se non hai un ISEE aggiornato, valuta di predisporlo: senza ISEE non puoi dimostrare l’eventuale requisito.
- Se sei dipendente, chiedi a HR/amministrazione se l’azienda usa già piani di welfare o fringe benefit e se intende attivare buoni carburante.
- Conserva le comunicazioni aziendali (mail/portale welfare): in queste misure spesso contano i dettagli operativi e le regole interne.
- Evita di affidarti a moduli o richieste “fai da te” non ufficiali: finché le regole non sono definitive, non esiste una domanda standard certa.
Fonti
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