Con la rata di dicembre oltre 400mila pensionati hanno ricevuto fino a 154,94 euro in più, e in 149.580 casi è arrivata anche la quattordicesima. Soldi già accreditati sul conto, per chi rientra nei requisiti.
L’intervento dell’Inps arriva in un momento delicato per i bilanci familiari: fra caro-bollette, spese di riscaldamento e acquisti di fine anno, ogni 100 euro di pensione extra fanno la differenza. Per molti nuclei, l’assegno di dicembre diventa così il principale margine di respiro per chiudere il 2025 senza scoprire troppo il conto corrente.
Cosa cambia davvero per le famiglie
Il messaggio Inps chiarisce che l’importo aggiuntivo massimo di 154,94 euro è stato inserito direttamente nella pensione di dicembre, senza bisogno di fare domanda, per chi ha un trattamento basso e rispetta determinati limiti di reddito. Si tratta di un aiuto mirato ai pensionati con assegni vicini al minimo.
Il valore annuo della pensione, per avere diritto all’integrazione, non deve superare il trattamento minimo annuo 2025 di 7.844,20 euro. Con l’importo aggiuntivo riconosciuto, il totale può salire fino a 7.999,14 euro. Significa che il bonus non è uguale per tutti: chi è più vicino alla soglia può ricevere meno del massimo, proprio per non superare il tetto previsto.
Per le famiglie, questo extra di dicembre può coprire una bolletta del gas, parte della spesa settimanale o un affitto agevolato. Non è una cifra che cambia la vita, ma ha un impatto molto concreto per chi vive con poco più del minimo ogni mese.
Chi ci rientra e chi resta fuori
L’Inps lega il diritto all’importo aggiuntivo sia all’ammontare della pensione sia al reddito personale e familiare. I limiti indicati sono chiari:
- reddito individuale complessivo non superiore a 11.766,30 euro;
- reddito familiare complessivo non superiore a 23.532,60 euro;
- pensione complessiva non oltre il trattamento minimo annuo di 7.844,20 euro.
Fuori da questi limiti, l’importo aggiuntivo non spetta. Chi vive da solo deve guardare solo al proprio reddito; chi vive con coniuge o altri familiari deve fare attenzione anche al reddito dell’intero nucleo.
Per le pensioni con decorrenza nel corso del 2025 (le cosiddette pensioni “infrannuali”), il bonus è stato calcolato “a dodicesimi”: in pratica, l’importo massimo di 154,94 euro viene ridotto in base ai mesi effettivi di pensione nell’anno, e anche i limiti di reddito vengono riproporzionati.
Se però la nuova pensione è abbinata a un altro trattamento già in pagamento da prima, l’Inps ha potuto riconoscere l’importo aggiuntivo per intero, sempre nel rispetto dei limiti annui complessivi.
Quattordicesima di dicembre: a chi è arrivata
Insieme all’importo aggiuntivo, con la mensilità di dicembre 2025 è stata pagata anche la cosiddetta quattordicesima, cioè una somma extra riconosciuta a una platea specifica di pensionati con requisiti di età e reddito.
Secondo i dati Inps, ne hanno beneficiato 149.580 pensionati: di questi, 148.291 appartengono alla gestione integrata e 1.289 ai sistemi proprietari della Gestione pubblica. La particolarità di questa tornata è che riguarda la “seconda platea” dell’anno, cioè chi ha maturato i requisiti solo nel secondo semestre.
Hanno ricevuto la quattordicesima con la rata di dicembre due categorie principali:
- chi ha compiuto 64 anni nel secondo semestre del 2025;
- chi, pur avendo già i 64 anni, è diventato titolare di pensione nel corso del 2025.
Per queste persone non c’era stato il pagamento di luglio, riservato alla prima platea. L’Inps ha quindi “recuperato” con il pagamento di dicembre, sempre sulla base dei dati reddituali disponibili.
Soldi, scadenze e tempi: cosa aspettarsi
L’erogazione di dicembre è già stata effettuata: chi rientra nei requisiti dovrebbe aver trovato l’importo aggiuntivo e la quattordicesima direttamente nel cedolino e sul conto corrente nella data abituale di pagamento della pensione.
C’è però un aspetto importante: per alcune gestioni l’Inps ha effettuato i pagamenti in modo provvisorio, in attesa delle verifiche reddituali definitive. Succede per le pensioni gestite nei sistemi integrati. In questi casi, i controlli sui redditi avverranno a consuntivo, e solo dopo sarà confermato in via definitiva il diritto alle somme percepite.
Per le pensioni della Gestione pubblica e per le ex Inpgi, invece, il pagamento è stato gestito dalle strutture territoriali dell’Inps, che hanno verificato prima i requisiti e poi disposto l’accredito.
L’istituto ha anche rielaborato le posizioni che a luglio 2025 erano state scartate per mancanza di un reddito dichiarato almeno per l’anno 2021. Dove i dati sono arrivati nel frattempo, la situazione è stata aggiornata e, se spettante, il beneficio è stato riconosciuto a dicembre.
Per chi, nel corso del secondo semestre 2025, ha perso i requisiti (ad esempio per un aumento del reddito), l’Inps ha avviato i controlli e invierà una comunicazione specifica. In questi casi, le somme non dovute saranno recuperate in 12 rate a partire dalla prima rata utile della pensione: l’effetto è una piccola trattenuta mensile, invece di una restituzione in un’unica soluzione.
Cosa controllare oggi
Il primo passo, per ogni pensionato, è verificare il cedolino di dicembre e confrontare l’importo con quello dei mesi precedenti. L’aumento legato all’importo aggiuntivo e alla quattordicesima deve essere chiaramente visibile.
- Se hai un assegno vicino al minimo e redditi contenuti, i 154,94 euro (o una cifra inferiore proporzionata) dovrebbero essere già accreditati.
- Se hai compiuto 64 anni tra luglio e dicembre 2025, o sei andato in pensione nel 2025 con quell’età, verifica la presenza della quattordicesima.
- Se non trovi le somme e ritieni di avere i requisiti, può essere utile controllare i redditi comunicati all’Inps e valutare un contatto con il patronato o direttamente con l’istituto.
Nel 2026 sarà importante monitorare le eventuali comunicazioni Inps: chi riceverà una lettera di recupero dovrà tenere conto delle trattenute in 12 rate e ricalibrare il proprio budget mensile. Per ora, però, l’assegno di dicembre resta per molti pensionati un aiuto concreto per chiudere l’anno con un piccolo margine di sicurezza in più.