Bonus Iscro 2026

Il Bonus Iscro 2026 può valere tra 255,53 e 817,69 euro al mese per i professionisti con Partita IVA iscritti alla Gestione Separata INPS: la domanda si presenta online e la scadenza indicata è 31 ottobre.

A chi riguarda davvero il Bonus Iscro 2026

Il Bonus Iscro 2026 è pensato per chi lavora in autonomia con Partita IVA ed è iscritto alla Gestione Separata INPS. Non è un bonus “per tutte le Partite IVA”: riguarda un perimetro preciso e con condizioni rigide.

Prima domanda da farsi: sei iscritto alla Gestione Separata e la tua Partita IVA è attiva da almeno tre anni (per l’attività che ti ha dato l’iscrizione)? Se la risposta è no, questa misura non è per te.

Quanto vale: da 255,53 a 817,69 euro al mese

Nel 2026 l’indennità mensile del Bonus Iscro 2026 è compresa tra 255,53 euro e 817,69 euro.

L’importo si calcola così: è pari al 25% (su base semestrale) della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nei due anni precedenti l’anno antecedente alla presentazione della domanda. Tradotto: conta la tua storia reddituale recente, non il fatturato “di oggi”.

Attenzione al “fino a”: 817,69 euro è il tetto massimo. Non è una cifra automatica: se la tua media redditi è più bassa, l’assegno mensile scende, fino al minimo di 255,53 euro.

Requisiti: i controlli che fanno davvero la differenza

Per ottenere il Bonus Iscro 2026, secondo quanto riportato dall’INPS sul suo sito, devi rispettare queste condizioni principali:

  • non essere titolare di pensione diretta;
  • non essere assicurato presso altre forme previdenziali obbligatorie alla data della domanda;
  • essere in regola con i contributi obbligatori;
  • Partita IVA attiva da almeno tre anni alla data della domanda (per l’attività rilevante ai fini dell’iscrizione);
  • avere, nell’anno precedente la domanda (anno di riferimento), un reddito da lavoro autonomo inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo dei due anni precedenti;
  • avere, nell’anno precedente la domanda, un reddito non superiore a 12mila euro (soglia aggiornata annualmente con l’indice ISTAT indicato nell’input);
  • non essere beneficiario di Assegno di Inclusione per l’intero periodo di fruizione dell’ISCRO (altrimenti scatta la decadenza).

In pratica: l’ISCRO è legata a un crollo del reddito rispetto ai due anni prima e ha anche un tetto (12mila euro nell’anno precedente la domanda). Se il tuo reddito non è sceso abbastanza, oppure supera la soglia, la richiesta rischia di essere respinta.

Chi resta fuori (incompatibilità) e quando si perde il diritto

Il Bonus Iscro 2026 non è compatibile con:

  • pensioni dirette;
  • indennità di disoccupazione (NASpI, DIS-COLL, ALAS e indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo);
  • cariche elettive e/o politiche con indennità di funzione o emolumenti (oltre al solo gettone di presenza).

Il diritto può decadere se, durante l’erogazione, succede una di queste cose:

  • chiudi la Partita IVA;
  • diventi titolare di pensione diretta;
  • ti iscrivi ad altre forme previdenziali obbligatorie;
  • diventi titolare dell’Assegno di Inclusione.

Domanda: come si presenta e quando

La domanda per il Bonus Iscro 2026 si presenta telematicamente accedendo al servizio INPS con le proprie credenziali. In alternativa puoi usare il Contact center (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da rete mobile) oppure farti assistere da patronati e intermediari INPS.

La scadenza indicata è 31 ottobre di ogni anno. Per il 2026, nell’input si specifica che non c’è ancora una comunicazione ufficiale INPS sull’apertura, ma la finestra dovrebbe aprirsi intorno a metà giugno. Viene citata come possibile data lunedì 15 giugno, sulla base di quanto accaduto nel 2025 (avvio il 16 giugno).

Per orientarti tra accessi, servizi e area personale, può aiutarti anche la Guida pratica INPS.

Cosa fare adesso

  • Controlla se sei iscritto alla Gestione Separata INPS e se la tua Partita IVA è attiva da almeno tre anni.
  • Recupera le tue dichiarazioni dei redditi e verifica due cose: reddito dell’anno precedente (soglia 12mila euro) e calo sotto il 70% rispetto alla media dei due anni precedenti.
  • Verifica di essere in regola con i contributi e che non ci siano incompatibilità (pensione, NASpI/DIS-COLL/ALAS, cariche elettive con indennità).
  • Se presenti domanda, prepara anche l’eventuale autocertificazione dei redditi per gli anni richiesti, se non risultano già disponibili all’Istituto.
  • Entra sul sito INPS e monitora l’apertura della finestra 2026: nell’input si parla di avvio intorno a metà giugno, ma serve conferma ufficiale.

Fonti

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